DOVE SIAMO
LE NOSTRE OFFERTE
ALTRI SERVIZI
FREE CLIMBING
LINK
FOTO GALLERY
IL VELIERO
DOVE SESTO IERI
RESTAURO
Quando la vedemmo la prima volta stava all’ancora nel vecchio porto di La Maddalena.Era li, in un angolo dove tutto sembra di color ruggine, come una vecchia signora, rassegnata all’oblio e con l’aria di chi troppo a lungo ha atteso le amorevoli cure di chi l’avrebbe riportata a navigare. Poppa imponente e prua testarda non ne appesantivano le linee eleganti. I legni segnati dal tempo e le vernici scrostate lasciavano intravedere un passato avventuroso. Fu amore a prima vista: io e mio cugino Giampaolo appena ventenni decidemmo di mettere insieme quei pochi spiccioli racimolati con la paga di marinai sui pescherecci e successivamente come comandanti sui piccoli traghetti da trasporto passeggeri che solcano il mare di casa nostra. Nonostante il costo iniziale non fosse una cifra esorbitante, avremmo potuto confezionare un colorato spinnaker incollando tra loro tutte le cambiali che fummo costretti a firmare. Sembrava in ogni modo una scommessa sia per lo stato disastroso in cui si trovava la barca, ridotta quasi ad un relitto, sia per il genere di barca totalmente diverso dallo stereotipo cui eravamo abituati a vedere a Cala Gonone dove si trasportavano turisti da oltre 50 anni. Dopo una prima rattoppata col famoso sistema stucco e pittura fare bella figura” la barca raggiunse il limite accettabile che ci consentì di fare dei Charter. Così navigammo in lungo e in largo il mare delle nostre meravigliose isole di Sardegna. “Gironzolando”, in questi anni per porti e cantieri abbiamo scovato qua e la i documenti e le foto antiche di Dovesesto. Abbiamo sentito personalmente le testimonianze di personaggi che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e che tuttora continuiamo a frequentare. Lo stesso armatore Fassio, o Angelo un anziano maestro d’ascia genovese che ha collaborato alla costruzione della barca o Francesco del Carlo, l’anziano proprietario dell’ omonimo cantiere viareggino presso il quale abbiamo effettuato i lavori di restauro. La scoperta di queste storie e altro materiale interessante sono frutto di anni di ricerche che abbiamo gelosamente conservato in attesa di essere utilizzate per agevolare il nostro lavoro in fase di restauro perché fosse il più fedele possibile, nonostante i piani originali fossero andati tristemente in fumo durante un incendio nei cantieri di Sturla. Tutto sommato sono contento di aver dovuto attendere 10 lunghi anni per vedere realizzato il sogno del restauro di Dovesesto; innanzitutto perché il tempo ha permesso che si consolidasse quel rapporto amorevole e di fiducia reciproca che si instaura tra una barca e chi la vive, inoltre questi anni di lavoro - studio e ricerca, ci hanno dato la possibilità di accrescere il nostro bagaglio d’esperienze che specie nel nostro campo non hanno mai fine, e di mettere da parte idee e soluzioni che renderanno più agevole il restauro. Girammo a lungo per cantieri da Nord a Sud dell’Italia, ma quando entrammo in quel piccolo cantiere nella darsena viareggina, forse per istinto, forse per quell’odore di fumo della caldaia sempre accesa per piegare le grandi tavole di quercia o forse per la vista di quelle montagne di trucioli e segatura, non ci furono più dubbi: quello era il nostro cantiere. Consapevoli della buona dose di fortuna di cui avevamo beneficiato, non ci volle molto tempo a capire che eravamo finiti nelle mani degli ultimi esemplari, ormai in via d’estinzione, di maestri d’ascia, tra i migliori al mondo. “Finalmente nel novembre 2000, appena sbarcati gli ultimi clienti, abbiamo la prua per Viareggio con un bel grecale forza 7 che non ci da tregua sino all’imboccatura del porto”. Optare per Viareggio fu comunque la cosa più saggia da farsi, perché prendemmo la decisione di assumere noi la direzione dei lavori, oltre che il compito di eseguire personalmente tutti i disegni delle nuove tughe, degli osteriggi, dei grandi oblò in bronzo, delle battagliole. Rimase ai carpentieri, ai meccanici e a tutti coloro che collaborarono, il compito di realizzare con singolare maestria tutto ciò che veniva fuori dalla nostra matita o dalle foto del nostro grande archivio. Non basterebbero 100 di queste pagine per raccontare le difficoltà e i problemi che incontrammo in quei lunghi 9 mesi vissuti tra una casa trasformata in studio progettuale, sempre per fortuna frequentata da amici disposti a dare una mano, viaggi che ci portarono all’estero alla ricerca di particolari pezzi, e il cantiere, dove specialmente negli ultimi tempi lavorammo giorno e notte per rispettare i tempi e contenere i budget che via via si andavano vertiginosamente assottigliando. Non nego momenti di grande sconforto nel veder la barca dentro il capannone ridotta alle sole ordinate e a una parte di fascione, ma inutile descrivere l’emozione provata quando Dovesesto con i suoi 23 m. f.t. bianco candido, con gli alberi luccicanti di coppale è scivolato in mare ancora una volta.
DOVE SESTO : BOX N°5 P.LE DEL PORTO CALA GONONE TEL. 0784/93737 - FAX. 0784/93158 CELL. 335/7438186 - 335/7438185
PER INFORMAZIONI : info@dovesesto.com